Castano Primo - Chiude Auditorium
Il punto, tra accuse e spiegazioni

Paccagnini

Castano Primo - Chiude l'Auditorium Paccagnini. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, poco dopo l'inizio della fase due dell'emergenza legata al Coronavirus. Sul tema dell'auditorium però il consigliere di opposizione, Roberto Colombo, era già intervenuto a fine 2019. E ora Castano di Centrodestra, sempre per voce di Colombo, alza la voce e chiede le dimissioni dell'assessore alla Cultura Luca Fusetti, che secondo l'opposizione non avrebbe informato né i cittadini né il Consiglio comunale della situazione. Sulla questione Fusetti non resta in silenzio e replica: "Ancora non c'è l'ufficialità, stiamo valutando i termini per chiudere la convenzione e presto un nuovo bando". La situazione dovrebbe essere più chiara entro la fine del mese.

L'annuncio

A riaprire il Paccagnini, tra il 2015 e il 2016, è stata la Compagnia teatrale 'Instabile Quick'. Una grande scommessa, poiché si trattava di esternalizzare la gestione, 'liberando' il Comune dalle utenze e dalla gestione ordinaria. La scommessa vera era da parte del gestore coprire i costi e avere un guadagno dalla struttura, da parte del Comune arricchire Castano Primo di cultura, risparmiando sui costi della gestione. Sembrava in questi anni andare tutto bene, fino all'annuncio della stessa compagnia pubblicato qualche giorno fa sulla pagina social: "Buongiorno a tutte e a tutti, dopo questa lunga pausa che ci ha costretti alla chiusura forzata dei luoghi di Cultura tra i quali l’Auditorium Paccagnini, eccoci a ringraziare tutte le persone che hanno creduto nel progetto di riapertura del Paccagnini a cura di Instabile Quick, iniziato a gennaio del 2016. Vogliamo ringraziare l’Amministrazione comunale e in particolare l’Ufficio Cultura e l’Assessore Luca Fusetti che ci sono sempre stati vicini; quelli che hanno lavorato per l’Auditorium, (...) chi ha trovato insieme a noi casa all’interno dell’Auditorium, (...) e a tutti gli spettatori, che negli anni sono stati tanti. È arrivato il momento di salutarvi. Non saremo noi a riaprire l’Auditorium. Grazie di tutto quello che in questi cinque anni abbiamo vissuto insieme, con voi e con Castano Primo. Un abbraccio".

L'intervento di Castano di Centrodestra

Nel post di ringraziamenti non sono specificati i motivi della chiusura. Tuttavia, va detto che la cultura in sé rappresenta un investimento e - purtroppo - non porta di solito a ottimi guadagni. Se dunque già prima c'erano le ovvie difficoltà a far rientrare tutti i costi della gestione della struttura, lo scoppio dell'emergenza ha complicato le cose. La questione non è passata inosservata e sulla pagina social, Castano di Centrodestra - con un testo a firma di Roberto Colombo - scrive: "Non ci si può credere. Pochi mesi fa, avevamo chiesto spiegazioni riguardo la situazione del nostro Auditorium Paccagnini, avevamo evidenziato (era sotto gli occhi di tutti, ma non di chi ci amministra) che la gestione era 'fallimentare' e che occorreva un intervento sinergico per un rilancio; avevamo teso una mano e chiesto di pensare insieme a quali risorse mettere in campo. La risposta nella sostanza è stata: è tutto ok, ci pensiamo noi... l’assessore de 'i miserabili' (il riferimento è a una ulteriore questione che ha chiamato in causa sempre l'assessore alla Cultura, Luca Fusetti, ndr) ha snocciolato numeri e rassicurato il Consiglio comunale. Oggi, a pochi mesi da questa tragicomica risposta, a soli quattro anni dall’avvio del progetto (con sei anni di anticipo) il gestore saluta tutti e dice che non riaprirà i battenti (...). L’amministrazione non sapeva nulla e non ha fatto sapere nulla...temiamo che non sappia nemmeno cosa fare, ora, con i cocci in mano". La concessione, infatti, aveva una scadenza prevista per ottobre 2025.

La (nuova) richiesta di dimissioni

Colombo lascia emergere questioni non di poco conto: "I cittadini che hanno pagato l’abbonamento per l’intera stagione cosa faranno? Chi li risarcirà? Ma, soprattutto, che ne sarà di questa struttura e in che condizioni ci verrà restituita? Se non per la parodia de 'i miserabili', l’assessore alla partita dovrebbe dimettersi per aver taciuto questo fallimento, per aver nascosto la situazione ai cittadini e al Consiglio comunale, nonostante la specifica domanda rivoltagli (e, aggiungerei, con l’aggravante di aver pure rifiutato un’offerta di collaborazione)".

A fine 2019 una prima interrogazione dalla minoranza

Per capire i riferimenti di Colombo, è necessario fare un passo indietro, precisamente a un'interrogazione datata 27 novembre 2019, a firma di Roberto Colombo. L'interrogazione così recita: "L’Auditorium Paccagnini è una struttura che, oltre a costituire un’opportunità, può essere vista anche come un problema; infatti, fare cultura costa e il riscontro non è quasi mai di natura economica, ma solo di carattere sociale e di crescita personale; ciò è un obiettivo che solo gli enti pubblici possono perseguire, posto che il privato, per poter esistere, deve quantomeno coprire i costi e garantirsi un minimo di guadagno per il proprio sostentamento; a differenza di tutte le passate amministrazioni, l’Amministrazione Pignatiello ha ritenuto di 'esternalizzare' la gestione, affidandola alla Compagnia Instabile Quick, con ciò, probabilmente, pensando a un risparmio di risorse e di essersi 'liberata di un problema' (relativo alla gestione e all’ideazione di progetti e spettacoli attrattivi e che consentano di garantire una buona presenza di pubblico); dall’anno dell’affidamento esterno della struttura, non sono mai stati diffusi i dati di fruizione della stessa da parte della cittadinanza (e quindi, indirettamente, di gradimento dell’offerta); l’attuale gestione, trascorsi i primi anni (che prevedevano un intervento economico da parte dell’Amministrazione), parrebbe vivere una ormai consolidata crisi (...). E ancora: "La struttura ha comunque un costo in termini di manutenzione e conservazione, tutti costi a carico dell’Amministrazione, che già solo in questi ultimi anni si è trovata a dover intervenire con importi non indifferenti per le casse comunali". Nel documento si legge poi la proposta di collaborazione: "Pur se la scelta di questa Amministrazione (di esternalizzare la gestione per un periodo di dieci anni) non era stata condivisa dalle opposizioni, o, quantomeno da parte del sottoscritto consigliere, oggi non pare possibile disinteressarsi del problema; a parere di chi sottoscrive, si rende indispensabile un ripensamento, non tanto nella scelta di gestione (con la presente non si vuole mettere in discussione l’operato della Compagnia Instabile Quick), ovvero una rideterminazione della concessione, nel senso di porgere e offrire all’attuale gestore un aiuto, non per forza di natura economica, al fine di addivenire a una migliore programmazione o, quantomeno, (sicuramente) a una maggiore pubblicizzazione degli eventi, così da pervenire al risultato di una maggiore presenza di pubblico; ciò, si auspica, anche con il coinvolgimento dei gruppi di opposizione, delle relative commissioni consiliari e, perché no, anche delle consulte di prossima istituzione, al fine di garantire quello che è il risultato che tutte le amministrazioni sino a oggi si sono sempre prefissate e che, ognuna con le proprie idee e disponibilità contingenti, hanno cercato di perseguire". Nell'interrogazione Colombo chiede i dati di affluenza del pubblico e la "disponibilità dell’Amministrazione a un ripensamento dell’attuale situazione, con il coinvolgimento del gestore, delle opposizioni e di chiunque altro si dichiari disposto a contribuire, mettendo in campo maggiori energie, tempo e risorse e con l’unico intento di garantire una maggiore presenza di pubblico presso l’Auditorium Angelo Paccagnini".<7

La risposta scritta di Fusetti nel 2019

La risposta all'interrogazione è stata fornita appunto dall'assessore alla Cultura, Luca Fusetti, il 18 dicembre 2019. Riportiamo i tratti più salienti: "Si deve ricordare che la precedente Amministrazione Pignatiello ereditò dall'Amministrazione Rudoni una situazione assolutamente critica, con una programmazione deficitaria, totalmente a carico del bilancio comunale, ovvero dei cittadini, così come tutte le spese risparmiate e sopracitate". Dopo questa premessa, Fusetti riporta i dati: "stagione 2015/2016, abbonati: 35; media affluenza a spettacolo: circa 120. Stagione 2016/2017, abbonati; 40; media affluenza a spettacolo: circa 150. Stagione 2017/2018, abbonati: 30; media affluenza a spettacolo: circa 100. Stagione 2018/2019, abbonati: 25, più di una cinquantina derivanti dalle borse di studio; media affluenza a spettacolo: circa 100". Fusetti alle proposte della minoranza così risponde: "E' mia personale intenzione (...) valutare e ipotizzare qualsiasi proposta migliorativa derivante da soggetti diversi che vivono il nostro territorio, proprio al fine di migliorare e consolidare la vita artistica/sociale e culturale del nostro Auditorium, auspicando altresì un diretto coinvolgimento di ogni soggetto interessato e propositivo a riguardo e anche soprattutto di tutte le forze politiche che rappresentano questo Consiglio comunale". Insomma, nulla lasciava presagire a una chiusura dell'Auditorium. E allora qual è la situazione?

Le spiegazioni (attuali) di Fusetti

Le domande che vengono in mente sono tante. C'era già crisi nell'aria? L'Amministrazione sapeva dell'intenzione della compagnia? Come e quando si chiuderà la concessione? Gli abbonati saranno risarciti? E cosa ne sarà della nota struttura? Abbiamo chiesto chiarimenti all'assessore alla Cultura, Luca Fusetti, che ha risposto alle nostre domande: "La situazione era conosciuta: ci avevano comunicato le difficoltà legate alla situazione di emergenza e la possibile decisione. In qualità di assessore ho aspettato a comunicare la decisione perché ancora non c'è l'ufficialità. Quando sarà definitiva la situazione, la comunicheremo. Ora però ci sono atti e procedure amministrative da rispettare e gli uffici stanno provvedendo a verificare i termini della convenzione per capire come procedere nel migliore dei modi. La compagnia ha semplicemente voluto comunicare il suo dispiacere nel dover rinunciare e io non posso certo incolparla per questa scelta, comprensibile dopo questi mesi di blocco totale. Questo periodo la Compagnia ha tenuto vivo il nostro Auditorium, accollandosi le spese di gestione ordinaria. Basti pensare che i costi delle utenze si aggirano attorno ai 15-20 mila euro all'anno, che il Comune di Castano Primo ha risparmiato. E intanto c'è stata produzione culturale. Questa convenzione ha permesso anche che attività culturali a carico dell'amministrazione trovassero una struttura viva e attrattiva. Quindi l'esito è stato positivo". Ma la crisi era già nell'aria? "Non c'è mai stato over-booking, nel consiglio comunale citato ho anche detto che c'era la possibilità di fare molto meglio. Tuttavia il giudizio non era deficitario e i dati della produzione culturale sono sempre stati in linea nel corso degli anni. Coloro che vivono di cultura hanno difficoltà e il Coronavirus ha influito in maniera negativa su tutte le attività culturali. I costi fissi ci sono e in questi mesi di chiusura non ci sono stati neppure eventuali affitti da quelle realtà che fanno produzione, per esempio corsi. E' intellettualmente impensabile che non ci siano stati danni causati dalla chiusura. Io però non ho mai rifiutato possibili offerte di collaborazioni". Ora però come si risolverà la convenzione? "E' tutto in mano agli uffici. Bisogna valutare molti fattori, per esempio le spese fisse dell'Auditorium che ci sono state, il numero degli abbonati, in che modalità si può pensare di risarcirli e vari altri elementi. Non sono previste penali ma è chiaro che bisogna definire i termini di risoluzione. Entro la fine del mese la questione dovrebbe essere risolta". Quale sarà il futuro della struttura è ancora incerto. L'unica certezza che sembra esserci è la volontà di cercare un altro gestore. Chiude Fusetti: "Dopo aver chiuso ufficialmente la situazione attuale, l'intenzione è di preparare un nuovo bando, in modo da essere pronti per i prossimi mesi". Nodo al fazzoletto, dunque, per capire come si evolverà la situazione.


Sara Riboldi

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